Il pane degli egizi a oggi

Il pane degli egizi a oggi

Se esiste un alimento che più di ogni altro rappresenta il nutrimento indispensabile dell’uomo, questo è sicuramente il pane, metafora di vita, lavoro, benessere ed essenzialità. La storia del pane è la storia stessa dell’umanità: dagli antichi Egizi ai giorni nostri il pane non è mai mancato sulla tavola degli uomini, pur avendo cambiato forma, ingredienti e modalità di consumo. All’ombra delle piramidi sono nati i primi panettieri: mentre i Greci cuocevano una sfoglia e in Romani preparavano una semplice pappa di farina, gli Egizi già conoscevano i segreti della lievitazione naturale ed erano in grado di preparare pani e pagnotte fragranti. A testimonianza dell’importanza del pane per questa antica civiltà c’è un elenco di almeno quindici nomi diversi con cui venivano indicati altrettanti tipi di lievitati.

Ad aver imparato dagli Egizi l’arte della panificazione sono stati gli Ebrei, che tuttavia si limitarono alla preparazione di panini rotondi spessi tre centimetri. Il pane divenne però uno dei simboli indispensabili all’interno dei riti religiosi e i fornai di allora venivano stimati da tutti. Per i Greci il pane era invece strettamente legato alla figura di Demetra, dea delle messi e della fecondità della terra. E’ presso di loro che nascono i primi forni “professionali” e diverse tipologie di pane, vendute nell’agorà. A Roma il pane diventa un alimento quotidiano solamente alla fine del periodo repubblicano, nel secondo secolo avanti Cristo, quando viene introdotta la sua cottura ad opera di schiavi macedoni catturati sconfiggendo il re Perseo. Ma è sempre a Roma che nascono le prime botteghe del pane, le figure dei mugnai e dei primi panettieri. Qui il pane diventa alimento essenziale e i legislatori si premuniscono affinché sia sempre presente per tutti attraverso una serie di editti. Tra i pani prodotti ci sono il panis adipatus, condito con pezzi di lardo e pancetta, il panis testicius, antenato della piadina romagnola, e il delpanis streptipcius, una prima prova della nostra pizza.

Nel Medio Evo coesistono forni importanti dentro i monasteri e forni improvvisati dentro le abitazioni private, ci sono il pane del papa, del re, del cavaliere, dello scudiero e via dicendo. Ai tempi della peste manzoniana, invece, la scarsità di cibo rende chiara a tutti la differenza tra pane – essenziale – e companatico. La mancanza di pane diventa la leva per piccole e grandi rivoluzioni, dall’assalto al forno delle grucce, di cui parla sempre Manzoni nei Promessi Sposi, alla rivolta popolare francese contro Maria Antonietta nel 1789. Solo con la rivoluzione industriale dell’Ottocento la panificazione bianca diventa cibo comune per tutti e le tante ricette locali giocano un ruolo importante anche per la nascita della pizza.

La storia continua tra farine, impasti e ingredienti di vario tipo fino ai giorni nostri. Per questo quando al forno Spallanzani si mettono… le mani in pasta, si entra in contatto con una storia lunga secoli e secoli che merita di essere continuata con la stessa passione e cura dei nostri antenati.